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lunedì 13 giugno 2016

STORIA DELLE ARTI APPLICATE ATTRAVERSO I SECOLI IL MOBILE ITALIANO DALLA RINASCENZA AL BAROCCO Parte Quarta




STORIA DELLE ARTI APPLICATE ATTRAVERSO I SECOLI
IL MOBILE ITALIANO
DALLA RINASCENZA AL BAROCCO
Parte Quarta

In Italia i sedili settecenteschi sono raffinatissimi: ogni regione ha un suo particolare barocchetto, ma in fatto di eleganza, di agilità, di snellezza, di linea, si distingue particolarmente la produzione veneziana sia nelle sedie, poltrone, divani in noce intagliato e scolpito, sia nel sedile dipinto, laccato, dorato. Anche Genova produce sedili aggraziati, leggeri, fragili.

Con Luigi XVI è nuovamente di moda il classicismo, e le sedie, poltrone e divani abbandonano la linea fluente, ritornando diritti come nella Rinascenza. Ciò che non torna è il massiccio e la materia prima: il noce, che aveva sempre mantenuto un posto di privilegio, è sostituito nel 700 da mogano, ebano, e da una incredibile varietà di “bois”, nella produzione di mobili.
La leggerezza dei sedili permane. Le 
gambe sono ancora cilindriche o
piramidali, talvolta scanalate e vanno diritte al suolo. Così le guide delle spalliere ed i braccioli la cui curva scompare o si addolcisce e si semplifica. Nel punto di congiunzione tra il sedile e la gamba c’ è spesso il classico dado Luigi XVI con la rosetta stilizzata.
Gli elementi floreali sono molto apprezzati nella decorazione delle cornici degli schienali, insieme a nastri, nodi, strumenti musicali, medaglioni. Sempre di moda la lacca e il bronzo, usato però con maggiore parsimonia che nello stile Luigi XV.
Diverrà di moda lo schienale fatto a medaglione, a lira, a paniere, a mongolfiera.

In Inghilterra i mobilieri (cabinet-makers) si ispirano al classicismo. Dopo la variata e personalissima produzione di Thomas Chippendale (1718-1779) alcuni disegnatori non meno celebri si ispirano al neoclassico, come l’architetto Herbert Adam (1728-1792), studioso di architettura romana. Con Adam l’ Inghilterra subisce la stessa evoluzione francese dallo stile Luigi XV allo stile Luigi XVI, anche qui la linea torna diritta ed i motivi decorativi sono classici.


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