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venerdì 17 giugno 2016

STORIA DELLE ARTI APPLICATE ATTRAVERSO I SECOLI IL MOBILE ITALIANO DALLA RINASCENZA AL BAROCCO Parte Quinta

STORIA DELLE ARTI APPLICATE ATTRAVERSO I SECOLI
IL MOBILE ITALIANO
DALLA RINASCENZA AL BAROCCO
Parte Quinta

L’ ispirazione al classico perdura anche con la Rivoluzione francese, il nascere dell’Impero e con la Restaurazione ma con l’aggiunta di molti motivi decorativi che ora si rifanno all’ antica Grecia e all’ antica Roma ora all’ Egitto faraonico, ora al clima della fratellanza rivoluzionaria, ora a quello delle imprese napoleoniche: colonne, foglie d’acanto, aquile, sfingi, chimere, corone d’ alloro, trofei d’ armi, simboli imperiali, anfore, cariatidi teste di donna ecc…

Non è facile precisare i tipi di sedili di questa epoca di fine 700 e poi ottocentesca, poiché accanto ai modelli dalla linea diritta e solenne e dalla pesantezza decorativa se ne trovano di meno impegnativi e più confortevoli.

Ci sono sgabelli che ricordano la sella romana pieghevole, con braccioli ricurvi come le testiere del letto a battello, sedie con schienale avvolgente a braccioli digradanti, schienali che si rifanno allo stile Luigi XVI o Direttori, oppure con motivi imperiali, braccioli sostenuti da grifi, chimere, cigni; sedie in noce, in mogano, in legni dolci, laccate, dorate, dipinte a colori pastello.
Spesso anche le gambe anteriori delle poltrone vanno diritte al suolo, squadrate e cilindriche e scolpite a zampe animalesche o figure, mentre le gambe posteriori, mentre le gambe posteriori sono incurvate all’ indietro. Nello stesso periodo fiorisce anche il lineare Maggiolini.
Nel successivo 800 i mobilieri si ispirano a numerosi motivi del passato, per cui troviamo rifacimenti gotici, rinascimentali, barocchi, imperiali. Poltrone e divani del periodo Luigi Filippo sono comodi, di nuovo di legno massiccio con schienali arrotondati, cornici intagliate, gambe e braccioli mossi e abbondanza di imbottiture.


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